CENERE

CON:
Stefania Evandro
Elisabetta Andreetti
Alberto Santucci
Daniele De Blasis
Rita Scognamiglio
Lucia Sciarrini

MUSICHE ORIGINALI: Giuseppe Morgante
SCENOGRAFIE: Antonio Silvagni
COSTUMI E OGGETTI: Scenotecnica Lanciavicchio
REGIA: Stefania Evandro, Antonio Silvagni

stampa solo testo

Cenere è uno spettacolo pensato per grandi spazi esterni con l'utilizzo di istallazioni e macchine, fuoco ed oggetti gonfiabili e trasformabili di grande impatto visivo ed emotivo.
Cenere è uno spettacolo che racconta della circolarità del tempo, del continuo divenire del mondo e dell'eterno ritorno degli eventi o dei destini.
All'interno di un grande spazio circolare - quasi interamente circondato dal pubblico - agiscono personaggi emblema di un'umanità in cerca di una continua definizione e ridefinizione dei destini personali e collettivi, immersi in una sotterranea reazione alla fissità del potere costituito, e coinvolti nella costruzione di una "rivoluzione".
L'approdo alla "rivoluzione" che conclude lo spettacolo non rivelerà altro che un inevitabile ritorno all'inizio, in una circolarità che ribaltando lo stato delle cose ricostruisce un equilibrio opposto ma equivalente, in cui ciascuno dei personaggi si ritrova in una funzione diversa dalla precedente ma altrettanto funzionale all'equilibrio del tutto.
Prende posizione in scena un carro infuocato, dove siede una sagoma in ferro che all'entrata in scena ancora arde; poi fa il suo ingresso una compagnia di umanoidi dal viso indistinguibile e disumanamente dagli stessi tratti: sono guidati attraverso corda da un capocomico-dittatore che manovra gli attori come burattini.
Un solo personaggio è al di fuori dei giochi scenici ed ha una funzione di commento e di relazione diretta con il pubblico: è il Tempo immutabile ed eterno, distaccato contenitore che tutto contiene e tutto digerisce.


Il cielo copre, la terra sostiene E tutto il mondo in continuo diviene
Trasmuta quello trasforma l'altro E ciò che è in basso arriva in alto
E in alto sta ma poi discende E una volta a terra il giro riprende
Della ruota del mondo l'eterno cammino Non c'à cosa o persona che non abbia un destino
Inscritto nella testa nelle mani, sui fianchi o dentro il cuore Abbiamo tutti una strada nella quale camminare
Nella quale trasportare in nostro passato E il futuro insieme non ancora partorito
Non ancora visto certo quello si! Ma quanto è distante da ora da qui
Forse è già con noi il futuro ce lo portiamo dietro E sbagliamo a considerarlo solo uno scheletro


Niente ha mai fine soprattutto il tempo
Ricorda uomo, memento
Pulvis es... ...