CAROVANTE

CON:
Andrea Cosentino
Daniele De Blasis
Stefania Evandro
Valentina Giacchetti
Guerrino Novelli
Elisabetta Andreetti
Annarita Tocci
Alberto Santucci
Lucia Sciarrini
Antonio Silvagni
Alessio Tessitore

CONTRIBUTI ARTISTICI DI:
kaos[mos] Graf di Mario Iacomini
Massimo Piunti: macchina totem, istallazione
vitivinicola italoabruzzese: concerti
Anook: filmaker
Valerio Babbo: progetto grafico
Maurizio Sacchetto: organizzazione

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Carovante
In ciascuna tappa di cinque giorni realizza le seguenti azioni:

    arrivo e installazione della carovana nella piazza del paese
    animazione attraverso eventi di piazza
    Riprese video
    Costruzione di un totem-macchina-scultura al centro della piazza con la collaborazione di tutti gli abitanti del paese

durante il giorno

    laboratori di animazione teatrale per bambini/e e ragazzi/e sulla piazza del paese
    raccolta delle storie presso gli anziani del luogo
    laboratorio teatrale drammaturgia del luogo
    teatro a domicilio

in serata

    presentazione di spettacoli
    nell'ultimo giorno di teatro-festa restituzione al paese delle storie (raccolte durante la permanenza e nella precedente ricerca) attraverso una performance teatrale itinerante nelle strade del paese con gli attori della carovana, gli allievi del laboratorio drammaturgia di un luogo, e in collaborazione con le associazioni culturali, banda musicale e altri possibili operatori culturali presenti nel paese

La festa del paparacchio, che è l'atto che raccoglie e conclude il progetto, vuole essere la costruzione di un rituale postmoderno. Di fronte al proliferare di feste e sagre vere o presunte, ma sempre comunque presunte vere, ad uso e consumo di un turismo affamato di autenticità a buon mercato, qui si prende atto di una rottura, quella tra il mondo folklorico e la contemporaneità, e solo a partire da questa rottura, da una mutazione antropologica e culturale che si dà per irreversibile, ci si confronta in maniera costruttiva con i residui ir-recuperabili della cultura popolare e contadina.
La festa del paparacchio è la reinvenzione parodica della festa tradizionale, è un rituale smaccatamente finto, nomade e posticcio, che intende sancire che un mondo è definitivamente morto, e che il suo testamento resta inascoltato.
E d'altro canto Carovante tenta di ricucire brandelli di storie o di storia del nostro territorio, di raccogliere quei rimasugli di tradizioni che hanno resistito allo sbriciolamento.
E ancora la festa del paparacchio celebra la morte della cultura folklorica utilizzando strutture che ruba dal folklore stesso. La morte è legata alla rinascita, solo uccidendo ritualmente il vecchio si fa spazio al nuovo. Nel mondo contadino, che è segnato dalle semine e dai raccolti, dai giri del sole e dall'eterno ritornare delle stagioni, la morte e la nascita sono i termini interscambiabili di un ciclo che si era modellato sulla imperturbabilità della natura.
Qui si fa la festa a quel mondo, nella segreta speranza che qualcosa di esso possa rivivere, ma nella consapevolezza che nulla sarà mai come prima, neanche più le stagioni.