ambient'arti: CAMPUS TEATRALE

COORDINAZIONE E DIREZIONE: Antonio Silvagni

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Campus Teatrale
dal 26 luglio al 10 agosto 2004

Il Campus Teatrale che la Cooperativa Teatro Lanciavicchio ha diretto a Morino nell'estate 2004 si è sviluppato in un percorso teatrale formativo intensivo e residenziale, per 16 giovani provenienti da varie località della Marsica.
Il campus diretto da Antonio Silvagni, nei quindici giorni di durata, ha visto alternarsi cinque docenti che hanno sviluppato percorsi formativi paralleli su diverse modalità e tecniche attoriali, l'utilizzo del corpo e della voce in situazione di rappresentazione, le tecniche di narrazione, le tecniche di improvvisazione e le modalità di relazione dell'attore con il pubblico, lo spazio e i compagni d'azione.
Nella seconda parte del Campus sono state affrontate le problematiche relative alla messa in scena, in relazione ad un testo drammaturgico realizzato da un gruppo di giovani di Morino intorno alle tematiche legate all'emigrazione.
Nella serata del 10 di Agosto, tra i ruderi dell'antico Borgo, è stato messo in scena lo spettacolo "Il palazzo dei ricordi", dove i contenuti dei vari percorsi formativi sono tutti confluiti e messi in relazione agli spazi e alla drammaturgia dello spettacolo.
I partecipanti al campus - vincitori delle Borse di studio messe a disposizione dalla Riserva Zompo Lo Schioppo - sono stati giovani dai 18 ai 24 anni provenienti da diversi paesi della Marsica, per la maggior parte studenti universitari.

PERCORSO FORMATIVO

    1o momento
    approfondimento delle tecniche d'attore in cinque seminari condotti da cinque diversi docenti professionisti nel campo teatrale
    2o momento
    costruzione della drammaturgia in relazione al testo Il palazzo dei ricordi scritto da un gruppo di giovani di Morino durante un laboratorio di scrittura creativa condotto dal Lanciavicchio all'interno del progetto Agenda 21 della Riserva Zompo Lo Schioppo
    3o momento
    messinscena finale del Palazzo dei Ricordi


Ecce Voce
docente Antonello Cassinotti
Il gruppo dei giovani corsisti con il seminario Ecce Voce ha intrapreso un percorso di acquisizione di tecniche di utilizzazione vocale, volte a sviluppare le potenzialità dello strumento voce personale, al fine di rendere consapevole il suo utilizzo in scena. Oltre l'aspetto tecnico il docente Antonello Cassinotti ha posto l'accento sulle infinite possibilità evocative del suono, prima ancora della parola, attraverso un ricca sezione dedicata all' improvvisazione personale e collettiva.

Tecniche di Narrazione
docente Andrea Brugnera
L'arte del narrare sebbene sia una delle più antiche forme di teatro, è stata per lungo tempo abbandonata dalle avanguardie tetrali italiane, ma negli ultimi anni nell'era della realtà virtuale ha ripreso a ragione un posto centrale nel teatro italiano. Andrea Brugnera nel suo seminario oltre al lavoro sulle tecniche basilari della narrazione, ha effettuato un viaggio all'interno del materiale narrativo, fondendolo con l'utilizzo di oggetti comuni decontestualizzati ed utilizzati cercandone le infinite possibiltà evocative, relazionali e simboliche al fine di citare, enfatizzare, puntualizzare le azioni dei personaggi raccontati.

Il corpo e la spazio
docente Stefania Evandro
In questo seminario Stefania Evandro ha portato gli allievi alla consapevolezza del corpo come strumento cretivo principale dell'attore, come primo canale di comunicazione con lo spettatore, come forma da modellare e da imporre all'attenzione, come meccanismo creativo ed evocativo da controllare ed allenare. La costruzione di partiture fisiche personali e collettive hanno segnato buona parte del seminario ponendo particolare attenzione alla percezione dello spazio e alle sue modificazioni, in relazione all'azione del corpo o dei corpi in movimento.

Improvvisazione e maschera
docente Andrea Cosentino
L'utilizzo dell'improvvisazione come modalità di composizione e creazione teatrale è stato l'argomento del seminario di Andrea Cosentino sviluppato attraverso delle esercitazioni pratiche, improvvisazione come modalità creativa che si va poi a formalizzare e a cristallizzare in una struttura definita all'inteno della quale l'attore potrà agire liberamente. Altro argomento è stato la costruzione della maschera, intesa come altro da sé, personaggio al quale dare una forma un corpo una voce, un intenzione "credibile".

Attore, Relazione e Messinscena
docente Antonio Silvagni
La relazione è stato il tema principale del seminario, le modalità di relazione dell'attore, con il testo, con il personaggio, con i colleghi, con gli spettatori. Si è centrata l'attenzione sulla funzione dell'attore quale servitore della storia, come tramite attraverso il quale una storia, un uomo, dei sogni, delle tragedie arrivano allo spettatore. Parallelamente sono stati creati diversi momenti di lavoro colletivo al fine di utilizzare gli strumenti teatrali come scandaglio per analizzare e trasformare i comportamenti individuali e le forme di relazione umana standardizzati e stereotipati.