Il Teatro nel progetto Agenda 21
nella Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo
La partecipazione del Lanciavicchio al Progetto Agenda 21
realizzato dalla Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo,
ci ha offerto lo spunto per immaginare ed elaborare un percorso di analisi ed intervento affondando le radici nella terra, nelle sue
bellezze e nei suoi difetti,
nei contrasti legati alla sua natura e le contraddizioni legate alla sua storia,
per riportare a galla quel patrimonio sommerso
che costituisce la base dell'identità culturale e sociale del territorio.
Si è cercato di sfruttare al meglio i vantaggi del campo di ricerca spazialmente delimitato (il territorio del Comune di Morino),
per agire su strati diversi della popolazione: bambini, anziani, giovani, associazioni con modalità e percorsi diversificati.
Castelli d'aria
Dopo un primo momento di presa di contatto e conoscenza dei diversi gruppi
(associazioni scolaresche, gruppi attivi sul territorio) si è giunti alla progettazione
di un percorso di alfabetizzazione teatrale e di utilizzo dello strumento teatro per riflettere collettivamente sulla storia e sulle radici
del territorio, coinvolgendo diversi strati della popolazione di Morino e realizzando a conclusione del percorso
un evento teatrale originale ambientato nell'area di Morino Vecchio.
Lo spettacolo itinerante "Castelli d'aria" si è snodato tra le rovine dell'antico borgo di Morino, costellate di istallazioni
artistiche realizzate da un gruppo di artisti
e architetti dell'Atelier Ambulant d'Architecture.
Un primo piano lavorativo è stato il coinvolgimento dei bambini di Morino e Grancia
in un laboratorio di animazione teatrale estivo nei locali del Museo
della Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo,
facendoli lavorare insieme ai bambini Ucraini ospitati in quel periodo dalla Riserva.
Il laboratorio con i bambini (Ucraini e di Morino)
Viste le difficoltà della comunicazione verbale,
si è indirizzato verso la comunicazione non verbale,
con l'obiettivo di tendere ad una relazione volta alla solidarietà e alla compartecipazione e alla creazione di
un'adeguata sintonia di gruppo
che rispettando le caratteristiche personali tendesse alla valorizzazione dell'azione collettiva.
Si sono avvicinati i ragazzi e i partecipanti al laboratorio ai primi fondamentali principi della comunicazione sonora e gestuale e
sono stati stimolati all' acquisizione di tecniche che hanno permesso di creare materiali teatrali originali, mettendo in relazione la
personalità del singolo con i temi proposti dagli operatori.
Un altro piano lavorativo è stato realizzato tramite
il laboratorio sullo spazio scenico
effettuato con un gruppo di allievi attori, presso le rovine dell'antico borgo di Morino,
dove la creazione artistica è stata messa in stretta relazione con il luogo nel quale questa avviene.
Utilizzando tutti gli stimoli e le suggestioni di questo magico posto
si è costruito con gli allievi un percorso poetico fatto di parole e di azioni
che legasse la loro presenza scenica e attorale in maniera indissolubile,
con la forza e l'energia delle rovine di Morino.
Un gruppo di attori professionisti
coordinati da Antonio Silvagni regista del Lanciavicchio
ha lavorato sul campo per circa dieci giorni per costruire materiali artistici originali,
capaci di far confluire nel percorso i diversi stimoli e le differenti attività realizzate
nel corso del Progetto Agenda 21, valorizzando al meglio gli spazi e le atmosfere del luogo.
Per la costruzione dell'Evento teatrale finale sono state coinvolte circa 70 persone
tra attori professionisti, registi, scenografi, i bambini di Morino e Grancia, bambini ucraini del laboratorio di animazione teatrale,
musicisti, allievi del laboratorio teatrale e abitanti del luogo.
Per questi motivi un luogo privilegiato dell'azione teatrale è stato quello delle rovine
dell'antico borgo di Morino Vecchio, quale simbolo e monito di un passato che si è cercato per lungo tempo di dimenticare,
ma dal quale scaturisce ancora un flusso di energia particolare, e un richiamo costante e intenso non solo per la popolazione di Morino
ma per tutti i suoi visitatori, un luogo della memoria ancora "vivo" e incontaminato capace di trasformarsi in un luogo "magico" che
nelle rovine insieme a brandelli di storia contiene i germi di un possibile futuro di Morino.
I precorsi del teatro "dentro" Agenda 21
Pre... Visioni di scena
Il progetto "Scrittura per il teatro"
è stato condotto da Stefania Evandro e Antonio Silvagni
della Cooperativa Teatro Lanciavicchio ed ha coinvolto
alcuni dei ragazzi della redazione di Terre
trasportandoli dalla dimensione della scrittura in vista della lettura e del lettore,
alla dimensione della scrittura per l'azione e per lo spettatore.
Nel corso degli incontri realizzati da Novembre ad Aprile 2004
si è affrontato un percorso di scrittura creativa,
orientato ad una riscrittura dell'immaginario passato, presente ma soprattutto futuro del paese di Morino e del suo territorio,
della sua storia dei suoi possibili sviluppi e dei suoi evitabili futuri.
L'intero percorso ha portato alla creazione di un testo teatrale originale
scritto a più mani che condensa in ogni pagina immagini, parole, riflessioni e divagazioni che hanno costellato
il processo di costruzione di Agenda 21.
Si è cercato di immaginare i possibili destini, imprescindibili, futuri
ed immaginari passati cercando di scardinare la rigida dimensione del tempo,
giocando in un continuo andirivieni.
Il testo, tutto incentrato sull'immagine di un domani ambiguo e inquietante
cerca di analizzare e dare una risposta a un eterno quesito:
"la memoria è anche parte di un nostro possibile futuro
oppure è solo una zona scomparsa dell'inevitabile passato?".
Ciò che caratterizza il lavoro di scrittura in vista di una rappresentazione
è la necessità di creare dei presupposti per far sì che delle idee
e delle immagini create dalla fantasia possano diventare reali e concrete sulla scena, fare in modo che delle parole posseggano in germe una possibilità di sviluppo reale, condensino il codice genetico di un'azione futura.
Scrivere per il teatro è una previsione nel senso forte del termine.
Un vedere prima ciò che poi si svilupperà in un'azione futura
e gettare le basi perchè possa avvenire proprio ciò che si è 'pre-visto'.
È un pò un costruire un futuro possibile per farlo diventare un futuro reale.
In questo nodo c'è l'incontro creativo con l'intero progetto Agenda 21:
costruire parole oggi per farne azione domani.